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| Allevamento lager scoperto grazie a Guardie Lac ed Enpa
Il Woody operato alle orecchie
Cani e gatti smarriti e spariti
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Per un nuovo canile c'è già il via
libera dei comuni dell'Ulss |
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Sulla
faccenda del canile di Piovene Rocchette e sulla necessità di regolarizzare
la situazione, intervengono i sindaci dei 32 comuni dell'Ulss 4. A loro
spettano infatti le competenze organizzative ed economiche relative al
canile-rifugio, che ha caratteristiche differenti rispetto a quella di
canile-sanitario che dipende, invece, dall'azienda sanitaria. *** Ordinanza del sindaco costringerà a spostare 70 animali dalla struttura non in regola, che serve 32 comuni PIOVENE - Giornale di Vicenza del 8 Ottobre 2010 Pagina 30 . Sgombero del canile abusivo. La proprietaria ha già presentato ricorso. Intanto 30 animali sono stati sistemati altrove, altri 40 dovranno uscire entro fine anno Dopo un percorso di presunte irregolarità che si trascina ormai da molto tempo, a fine anno sarà sgomberato il canile rifugio a Piovene Rocchette, ma i proprietari garantiscono già che faranno ricorso. La decisione è stata presa dal Comune ospitante, con apposita ordinanza del sindaco Maurizio Colman, in cui si stabilisce lo sgombero della settantina di cani alloggiati nella struttura della ditta Segalla S.a.s., che se ne occupa in base ad una convenzione stipulata con l'Ulss 4. Una trentina di cani sono già stati spostati in un'adeguata struttura privata autorizzata, dislocata nel territorio dei 32 Comuni legati all'azienda sanitaria locale, mentre i restanti dovranno essere sistemati entro il 31 dicembre.Questa primavera, una delegazione di veterinari dell'Ulss 4 aveva effettuato un sopralluogo nel canile Segalla, in seguito al quale ne è stata stabilita la chiusura a causa delle inadeguate condizioni strutturali per assolvere alla funzione di canile rifugio.«Erano emersi problemi relativi all'edificio e alle strutture dove stavano i cani – spiega Colman – che hanno provocato l'ordinanza di sgombero».Da molti anni il canile Segalla è oggetto di attenzioni da parte di associazioni animaliste o cittadini privati amanti degli animali, che in più occasioni ne avrebbero segnalato la situazione di irregolarità: la struttura risulterebbe per loro priva di alcune concessioni edilizie ed autorizzazioni sanitarie. Un fatto che comunque non avrebbe impedito una convenzione onerosa con l'Ulss 4, attiva da ormai molti anni. Sulla faccenda però, l'azienda sanitaria ha deciso di non fornire nessun tipo di spiegazione o chiarimento.«Il problema di fondo è che manca una struttura pubblica che garantisca una vita decorosa agli animali - spiega Fabiola Bertoldo dell'Enpa - e permetta finalmente l'accesso ai nostri volontari, previsto per legge, ma precluso da cinque anni nel canile Segalla».«Da quasi un anno mi interesso di questa faccenda – commenta la scledense Antonia Discotto – dopo essermi recata al canile per adottare un esemplare anziano e aver visto le drammatiche condizioni in cui viveva una parte dei cani. Ho deciso quindi di agire e informarmi, scoprendo che la struttura era di fatto abusiva, anche se convenzionata con l'Ulss. Ho chiesto ai loro vertici e al presidente della Conferenza dei sindaci,di intervenire in numerose occasioni ma le rassicurazioni ricevute non hanno avuto alcun effetto».Da gennaio 2011 il Segalla dovrebbe restare operativo solo come canile sanitario. S.D.C. *** |
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